Startup Lombardia, fondo perduto all’80%

Per una startup tecnologica lombarda, il nuovo bando regionale merita attenzione soprattutto per un motivo. La corsa al click perde peso. La selezione avviene attraverso una graduatoria e il progetto deve raggiungere almeno 65 punti su 100 prima delle premialità. Entrano quindi in gioco qualità tecnica, capacità del team, scalabilità della soluzione, modello di ricavi e posizionamento sul mercato.

È un’impostazione interessante anche in chiave ESG. Una startup capace di collegare tecnologia, impatto ambientale, qualità dell’organizzazione e modello di impresa può presentare una candidatura più strutturata rispetto a chi si limita a descrivere un prodotto tecnologico.

Il bando startup innovative Lombardia 2026 mette a disposizione oltre 15,6 milioni di euro e permette di ottenere un contributo a fondo perduto pari all’80 per cento delle spese ammissibili. La misura è finanziata attraverso il PR FESR Lombardia 2021-2027, dove FESR significa Fondo Europeo di Sviluppo Regionale.

La graduatoria cambia il modo di preparare il progetto

La finestra per presentare la domanda parte alle ore 10 del 28 settembre 2026 e termina alle ore 15 del 25 novembre 2026. Avere quasi due mesi a disposizione serve soprattutto per costruire bene la candidatura.

Regione Lombardia valuterà la qualità progettuale e la coerenza con gli obiettivi del programma, la capacità di replicare e scalare la tecnologia, il livello di innovazione rispetto allo stato dell’arte, la qualità tecnico-scientifica del gruppo di lavoro e la solidità del modello economico.

Tre aree presentano anche soglie minime specifiche. La qualità progettuale deve ottenere almeno 12 punti su 20, organizzazione e team almeno 18 su 30, modello di ricavi e posizionamento competitivo almeno 6 su 10. Il punteggio complessivo minimo resta fissato a 65 punti al netto delle premialità.

Questo significa che una tecnologia interessante, da sola, può essere insufficiente. Servono competenze dimostrabili, un bisogno di mercato chiaro, obiettivi misurabili e una traiettoria credibile verso l’industrializzazione.

Per chi lavora già sugli ESG questo passaggio è familiare. Anche una buona strategia ESG parte da obiettivi, indicatori, responsabilità e risultati verificabili. Lo stesso principio può aiutare una startup a raccontare meglio il proprio progetto.

Gli ESG possono entrare davvero nella graduatoria

ESG significa Environmental, Social and Governance, cioè ambiente, persone e modalità di gestione dell’impresa.

Nel bando startup innovative Lombardia 2026 questi temi trovano alcuni collegamenti molto concreti.

Tra le premialità previste figurano la qualifica di impresa Benefit, la coerenza con la Strategia regionale di specializzazione intelligente S3, la sostenibilità ambientale documentata e una presenza femminile o giovanile pari almeno al 20 per cento delle quote societarie. Ogni requisito può generare punti aggiuntivi, entro un massimo complessivo di quattro punti.

La sostenibilità ambientale può essere documentata, per esempio, attraverso sistemi di gestione ambientale o energetica, certificazioni di prodotto oppure attraverso un contributo diretto e misurabile alla tutela ambientale. Tra le evidenze citate nella documentazione di approfondimento figurano strumenti come ISO 14001, ISO 50001, EMAS, EPD, LCA ed Ecolabel.

Il collegamento con la E degli ESG appare ancora più evidente guardando alla distribuzione delle risorse. Dei 15,637 milioni disponibili, 7 milioni sono riservati a progetti dedicati direttamente e prevalentemente alla resilienza energetica, all’efficienza energetica oppure all’autosufficienza energetica.

Anche la componente Social trova spazio attraverso la premialità legata alla partecipazione femminile e giovanile.

Sul versante Governance, la qualifica di Società Benefit può portare una premialità. Per una startup significa che organizzazione societaria, obiettivi di beneficio comune e capacità di misurare l’impatto possono entrare concretamente nel racconto della crescita aziendale.

Quanto finanzia il bando startup innovative Lombardia

La dotazione complessiva arriva precisamente a 15.637.408,95 euro. Di questi, 7 milioni costituiscono la riserva per i progetti energetici. La parte restante può finanziare gli altri progetti ammessi in graduatoria.

ElementoValore
Dotazione complessiva15.637.408,95 euro
Riserva progetti energetici7.000.000 euro
Spesa minima del progetto150.000 euro
Spesa massima ordinaria1.250.000 euro
Spesa massima nelle zone assistite1.875.000 euro
Intensità del contributo80 per cento
Contributo massimo ordinario1.000.000 euro
Contributo massimo nelle zone assistite1.500.000 euro

La soglia di 1.875.000 euro nelle zone assistite deriva dall’intensità dell’80 per cento applicata al contributo massimo di 1,5 milioni previsto per queste aree. La documentazione relativa alla misura conferma il limite di spesa ordinario di 1,25 milioni e quello maggiorato nelle aree agevolate.

Per una startup significa poter costruire un programma di sviluppo tecnologico di dimensioni rilevanti, soprattutto quando il passaggio dal prototipo alla fase industriale richiede laboratori, apparecchiature, sviluppatori, test e competenze specialistiche.

Chi può accedere al contributo

Il bando startup innovative Regione Lombardia è rivolto alle micro e piccole imprese registrate nella sezione speciale del Registro delle Imprese dedicata alle startup innovative.

La regola generale riguarda imprese costituite e attive da un massimo di 36 mesi. La finestra arriva fino a 60 mesi quando la tecnologia oggetto del progetto presenta un TRL pari o inferiore a 6.

TRL significa Technology Readiness Level e indica il livello di maturità raggiunto da una tecnologia. La scala viene utilizzata per capire quanto una soluzione sia distante dall’idea iniziale, dal prototipo, dalla sperimentazione e infine dall’utilizzo in condizioni operative.

Il bando punta proprio a far avanzare questo livello attraverso ricerca, prototipazione, test, validazione tecnica e successiva ingegnerizzazione.

La startup deve inoltre avere una sede operativa in Lombardia dove realizzare il progetto. Chi presenta la domanda partendo da un’altra area può assumere l’impegno ad aprire la sede lombarda entro la prima richiesta di erogazione del contributo.

Questa previsione rende la misura interessante anche per startup tecnologiche che stanno valutando un insediamento in Lombardia.

Cosa può essere pagato con il contributo

Il bando finanzia spese direttamente collegate allo sviluppo della soluzione.

Rientrano macchinari, strumentazione e hardware utilizzati per ricerca, sviluppo, prototipazione e test. Trovano spazio software, licenze, servizi cloud e SaaS, brevetti, materiali e componenti necessari alle attività progettuali.

SaaS significa Software as a Service e identifica applicazioni software utilizzate attraverso servizi online e normalmente pagate tramite abbonamento.

Sono previste anche consulenze tecnico-scientifiche e altre competenze specialistiche, incluse attività legali, tecniche ed economico-finanziarie direttamente collegate al progetto.

Anche il personale impegnato nelle attività progettuali e i costi indiretti entrano nel quadro delle spese attraverso meccanismi forfettari, alleggerendo parte della rendicontazione amministrativa.

Il punto da tenere presente riguarda la coerenza. Un acquisto tecnologico acquista forza dentro la candidatura quando viene collegato a una precisa fase di ricerca, sviluppo, test o validazione. Accumulare voci di spesa serve poco se manca il legame con l’avanzamento tecnologico dichiarato.

Energia e innovazione ESG possono avere una corsia interessante

Sette milioni di euro riservati alle tecnologie energetiche rappresentano quasi la metà dell’intera dotazione.

Possono quindi trovare terreno favorevole startup che sviluppano soluzioni per ridurre i consumi energetici, ottimizzare impianti, gestire accumuli, utilizzare fonti rinnovabili, aumentare l’autosufficienza degli edifici o delle imprese, monitorare i consumi attraverso software e sensori oppure migliorare la resilienza delle reti.

Qui innovazione tecnologica ed ESG finiscono per incontrarsi su problemi molto concreti.

Una piattaforma che riduce i consumi industriali, per esempio, può descrivere sia l’avanzamento tecnologico del proprio algoritmo sia i kWh risparmiati. Una soluzione dedicata alla manutenzione predittiva può collegare il proprio sviluppo alla riduzione degli sprechi, alla vita utile degli impianti e alla continuità produttiva.

Sono dati utili per il bando e, più avanti, diventano anche indicatori utilizzabili nella rendicontazione ESG dell’impresa e dei clienti.

Il vero lavoro comincia prima del 28 settembre

La procedura a graduatoria concede tempo per prepararsi e allo stesso tempo rende utile partire prima.

La startup dovrebbe riuscire a dimostrare dove si trova oggi la tecnologia, quale TRL ha raggiunto, quali attività permetteranno di avanzare, quale problema del mercato viene affrontato, chi possiede le competenze per realizzare il progetto e come la soluzione potrà generare ricavi.

Per i progetti con contenuto ESG vale la pena aggiungere misurazioni ambientali e sociali fin dall’inizio. Risparmio energetico, emissioni evitate, materiali recuperati, durata del prodotto, utilizzo di risorse, condizioni di utilizzo della tecnologia e qualità della governance possono diventare elementi concreti del progetto anziché semplici dichiarazioni.

È qui che finanza agevolata, sviluppo tecnologico ed ESG possono lavorare insieme.

ESG Italia supporta le startup nella preparazione

Accedere a un contributo che può coprire l’80 per cento dell’investimento richiede una candidatura capace di tenere insieme tecnologia, sostenibilità economica, impatto ESG, documentazione e criteri di valutazione.

Lo staff specialistico di ESG Italia può effettuare una prima analisi del progetto, verificare i possibili collegamenti con i criteri ESG e valutare come integrare sostenibilità ambientale, governance, indicatori di impatto e struttura della candidatura.

Contatta lo staff specialistico di ESG Italia per richiedere la prima consulenza gratuita e valutare il progetto prima dell’apertura delle domande.

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