Società Benefit. Sono Imprese, non Enti del terzo settore

Negli ultimi anni il numero delle Società Benefit è cresciuto rapidamente in Italia. Sempre più imprenditori scelgono questa forma giuridica per rendere visibile il proprio impegno verso persone, ambiente e territorio, integrando gli obiettivi ESG nella strategia aziendale.

Eppure un equivoco continua a ripetersi. C’è chi pensa che una Società Benefit sia un’associazione, una fondazione oppure un ente del Terzo Settore. In realtà si tratta di due modelli completamente diversi, disciplinati da normative differenti e con finalità che seguono logiche distinte.

Una Società Benefit resta un’impresa che genera utili

Diventare Società Benefit significa continuare a fare impresa. L’azienda vende prodotti o servizi, compete sul mercato, sviluppa nuovi clienti, investe, assume personale e produce utili. Quegli utili possono essere distribuiti ai soci secondo quanto previsto dalla legge e dallo statuto.

La differenza rispetto a una società tradizionale è un’altra. Accanto all’obiettivo economico, la società inserisce nel proprio statuto uno o più obiettivi di beneficio comune. Da quel momento gli amministratori sono chiamati a considerare anche gli effetti delle decisioni aziendali sulle persone, sull’ambiente, sulle comunità e sugli altri soggetti coinvolti nell’attività d’impresa.

Questo approccio rappresenta una naturale evoluzione della governance ESG. L’attenzione agli impatti diventa parte integrante della gestione aziendale e assume un valore concreto anche verso clienti, banche, investitori e partner commerciali.

Il Terzo Settore segue regole completamente diverse

Gli enti del Terzo Settore hanno una funzione differente. Operano secondo il Codice del Terzo Settore, perseguono finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale e seguono una disciplina specifica che prevede, tra gli altri aspetti, il vincolo di destinazione degli utili secondo quanto stabilito dalla normativa.

Una Società Benefit, invece, resta una società commerciale. Può essere una Srl, una Spa, una cooperativa o un’altra società prevista dall’ordinamento italiano che decide di integrare nello statuto finalità di beneficio comune senza rinunciare alla propria natura imprenditoriale.

Confondere questi due modelli rischia di creare aspettative errate sia negli imprenditori sia nei clienti.

Le principali differenze

Società BenefitEnte del Terzo Settore
È una società che opera sul mercatoÈ un ente disciplinato dal Codice del Terzo Settore
Produce ricavi e può distribuire utili ai sociGli utili sono soggetti al vincolo di non distribuzione previsto dalla normativa
Mantiene una finalità economicaPersegue finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale
Inserisce nello statuto obiettivi di beneficio comunePuò iscriversi al Registro Unico Nazionale del Terzo Settore se possiede i requisiti previsti
Redige ogni anno la Relazione d’ImpattoSegue gli obblighi previsti per gli Enti del Terzo Settore

Perché sempre più aziende scelgono la Società Benefit

Molte imprese stanno comprendendo che il mercato valuta sempre di più il modo in cui un’azienda genera valore.

Clienti, grandi committenti, istituti di credito e investitori osservano con crescente attenzione gli aspetti ESG. Una Società Benefit offre un segnale chiaro, perché rende ufficiale l’impegno verso obiettivi che vanno oltre il risultato economico, senza rinunciare alla competitività e alla crescita.

Questo modello può facilitare il dialogo con le filiere che richiedono informazioni ESG, rafforzare il posizionamento dell’impresa e aumentare la fiducia nei confronti del management. Allo stesso tempo rappresenta uno strumento utile per organizzare una governance più evoluta e coerente con le nuove aspettative del mercato.

La Società Benefit è un punto di partenza, non un punto di arrivo

Trasformarsi in Società Benefit significa assumere un impegno che richiede metodo. Occorre individuare finalità di beneficio comune coerenti con l’attività aziendale, aggiornare lo statuto, definire obiettivi misurabili, monitorare i risultati e predisporre ogni anno la Relazione d’Impatto prevista dalla normativa.

Quando questo percorso viene costruito in modo serio, la Società Benefit diventa uno strumento che rafforza la governance, rende più credibile il percorso ESG e valorizza l’identità dell’impresa.

La prima consulenza con ESG Italia è gratuita

Lo staff specialistico di ESG Italia affianca le aziende che desiderano trasformarsi in Società Benefit oppure rafforzare il proprio percorso ESG. ESG Advisor e Innovation Manager supportano l’impresa nell’analisi della situazione di partenza, nella definizione delle finalità di beneficio comune, nell’integrazione degli obiettivi ESG e nella predisposizione della Relazione d’Impatto.

Una prima consulenza gratuita consente di valutare il percorso più adatto alla realtà aziendale e di capire se la trasformazione in Società Benefit rappresenta la scelta migliore per la crescita dell’impresa.

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