Le aziende del Mezzogiorno hanno una nuova occasione per rivedere processi, impianti e modello produttivo in chiave ESG. Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha attivato una misura da 448 milioni di euro destinata alle PMI di Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia e Sardegna.
Il bando sostiene investimenti legati alla transizione ecologica e digitale, con agevolazioni composte da contributi a fondo perduto e finanziamenti agevolati a tasso zero. Il punto centrale riguarda la direzione ormai presa dal mercato: le aziende più preparate saranno quelle capaci di ridurre consumi, usare meglio le risorse, digitalizzare i processi e produrre dati ESG leggibili.
Cosa possono finanziare le PMI
La misura è pensata per programmi di investimento che uniscono crescita industriale, sostenibilità e digitalizzazione. Rientrano tra gli interventi ammissibili macchinari, impianti, attrezzature, software, licenze, tecnologie digitali, sistemi di controllo e strumenti collegati ai processi produttivi.
Una parte rilevante riguarda l’efficienza energetica. Il bando punta a sostenere interventi capaci di ridurre i consumi energetici almeno del 5%. Per molte aziende questo significa intervenire su impianti, motori, linee produttive, illuminazione, climatizzazione industriale, sistemi di monitoraggio e gestione dell’energia.
Sono previsti anche investimenti per autoproduzione da fonti rinnovabili, con particolare attenzione agli impianti fotovoltaici destinati all’autoconsumo. Questa voce interessa molte PMI che vogliono ridurre la dipendenza dai costi energetici e migliorare i propri indicatori ambientali.
Investimenti ESG e Industria 4.0
Le agevolazioni finanziano interventi che migliorano la competitività aziendale attraverso processi produttivi più efficienti, riduzione dei consumi energetici, economia circolare, innovazione tecnologica e digitalizzazione.
Tra le spese ammissibili rientrano macchinari, impianti, attrezzature, software, licenze, certificazioni ambientali, sistemi di monitoraggio energetico, tecnologie per la raccolta e l’analisi dei dati, soluzioni di intelligenza artificiale e strumenti collegati all’Industria 4.0.
Particolare attenzione viene riservata ai progetti che contribuiscono agli obiettivi climatici europei, alla riduzione dell’impatto ambientale e all’uso più efficiente delle risorse.
Contributi fino al 75% dell’investimento
Per i programmi caratterizzati da una forte componente di sostenibilità, le agevolazioni possono arrivare a coprire fino al 75% delle spese ammissibili.
Sono previsti incentivi dedicati a:
- efficientamento energetico degli impianti produttivi;
- autoproduzione di energia da fonti rinnovabili;
- riduzione dei consumi e delle emissioni;
- economia circolare e recupero di materia;
- innovazione digitale e automazione dei processi.
Per gli impianti fotovoltaici destinati all’autoconsumo l’intensità di aiuto può raggiungere il 75% per le piccole imprese e il 65% per le medie imprese.
Quanto finanzia il bando per singola azienda
Per ogni singola azienda, il programma di investimento deve avere un importo compreso tra 750.000 euro e 5 milioni di euro.
L’agevolazione può coprire fino al 75% delle spese ammissibili, attraverso una combinazione di contributo a fondo perduto e finanziamento agevolato a tasso zero.
In termini pratici, per un investimento da 1 milione di euro, il sostegno pubblico può arrivare fino a 750.000 euro, secondo le regole previste dal bando e in base alla tipologia di intervento, alla dimensione dell’azienda e alla localizzazione del progetto.
Chi può presentare domanda
La misura è destinata alle piccole e medie imprese già operative che hanno una sede o un’unità produttiva situata nelle regioni Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia e Sardegna. Possono partecipare aziende manifatturiere, imprese che operano nei servizi alle imprese e, in alcuni casi, realtà attive nella trasformazione e valorizzazione delle produzioni agricole.
Il bando si rivolge ad aziende che intendono realizzare investimenti concreti per migliorare processi produttivi, efficienza energetica, digitalizzazione e sostenibilità ambientale. È quindi particolarmente interessante per imprese che stanno programmando l’acquisto di nuovi macchinari, l’introduzione di tecnologie Industria 4.0, impianti per l’autoproduzione energetica, sistemi di monitoraggio dei consumi o progetti di economia circolare.
Per molte PMI rappresenta un’opportunità per accelerare un percorso già avviato verso modelli di business più competitivi, innovativi e coerenti con le richieste ESG provenienti da clienti, grandi committenti e filiere produttive.
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