Green Tour spinge il turismo verso energia, ESG e digitale

Il Green Tour arriva nel turismo italiano con una direzione molto netta. Prima i consumi, poi gli impianti, poi la capacità dell’azienda di raccontare e governare il proprio impatto ESG.

Per alberghi, resort, campeggi, villaggi turistici, strutture termali e imprese della filiera, il tema ormai riguarda la gestione quotidiana. Una struttura con bollette alte, impianti datati, camere difficili da climatizzare e dati energetici poco leggibili parte con uno svantaggio già in reception. Spende di più, programma peggio, fatica a rispondere alle richieste di clienti, tour operator, banche e partner commerciali.

Il Fondo per il Sostegno alle Imprese del Turismo, chiamato Green Tour, mette a disposizione 109 milioni di euro per accompagnare investimenti in efficienza energetica, fonti rinnovabili, digitalizzazione, criteri ESG e turismo sostenibile. La misura è promossa dal Ministero del Turismo e gestita da Invitalia.

Il punto interessante sta nella natura degli interventi richiesti. Qui la sostenibilità esce dalla brochure e passa da cappotti termici, pompe di calore, fotovoltaico, monitoraggio dei consumi, sistemi di automazione, dati ESG ordinati e piani di investimento costruiti con criterio.

Perché Green Tour riguarda la competitività turistica

Il turismo italiano ha un patrimonio enorme, però molte strutture lavorano ancora con edifici energivori, impianti poco efficienti e processi digitali frammentati. In alcune aree il costo dell’energia pesa sulla marginalità in alta stagione. In altre, la bassa stagione resta difficile da presidiare anche per carenze tecnologiche, gestionali e di posizionamento.

Green Tour prova a intervenire proprio su questi nodi. Efficienza energetica e turismo sostenibile, in questo caso, vanno letti come leve operative. Ridurre i consumi di una struttura ricettiva significa liberare risorse. Produrre energia da fonti rinnovabili significa aumentare controllo sui costi. Misurare meglio acqua, energia e performance ambientali aiuta anche nella rendicontazione ESG e nella relazione con clienti aziendali, gruppi internazionali, fornitori e filiere.

Una struttura turistica che investe in ESG con metodo si presenta meglio anche al mercato. Riesce a mostrare dati, interventi, consumi, scelte di governance e miglioramenti sociali. Questo vale per chi lavora con tour operator, aziende, enti pubblici, piattaforme e clientela sempre più attenta alla qualità ambientale del soggiorno.

Quanto finanzia il fondo Green Tour

La dotazione complessiva del Green Tour è pari a 109 milioni di euro. Le risorse sono divise tra contributo a fondo perduto e finanziamento agevolato.

VoceImporto o quota
Dotazione complessiva109 milioni di euro
Contributo a fondo perduto59 milioni di euro
Finanziamento agevolato50 milioni di euro
Quota riservata alle PMI60 per cento delle risorse
Quota per piccole e microimpresealmeno 25 per cento
Valore dei programmi ammessida 1 milione a 15 milioni di euro
Interventi trainantialmeno 51 per cento del programma
Presentazione domandedal 15 luglio 2026 al 15 settembre 2026

Le agevolazioni vengono concesse attraverso un mix predefinito. La quota a fondo perduto pesa per il 54 per cento dell’agevolazione complessiva concessa, mentre il finanziamento agevolato pesa per il 46 per cento.

Per una struttura turistica questo significa una cosa precisa. Il progetto va preparato con numeri solidi, documenti tecnici ordinati e una lettura realistica della capacità finanziaria aziendale. La misura prevede una graduatoria, quindi la qualità del piano incide.

Chi può fare domanda

Green Tour si rivolge alle imprese turistiche localizzate in Italia, di qualunque dimensione, attive nei settori individuati dai codici ATECO previsti dal decreto.

La misura apre anche a imprese di altri settori, purché attive da almeno tre anni e capaci di dimostrare che oltre il 50 per cento del fatturato deriva da attività turistiche. Questo aspetto può interessare realtà miste, società che gestiscono servizi collegati al turismo, imprese con attività prevalente nel comparto ricettivo o nella filiera.

Possono accedere anche i proprietari delle strutture oggetto degli investimenti, purché costituiti in forma di impresa e collegati ai requisiti dei gestori.

Sono ammesse anche imprese estere con sede in Italia al momento della domanda e con codice fiscale o partita IVA italiana.

Il progetto può essere presentato anche in forma congiunta tramite contratto di rete. La rete può riunire fino a cinque imprese, deve risultare registrata alla Camera di Commercio da almeno tre anni e deve avere forma di rete soggetto. Questo può essere utile per destinazioni turistiche dove più aziende vogliono lavorare su servizi, energia, filiere locali, tecnologia e posizionamento ESG condiviso.

Cosa finanzia Green Tour

Il fondo finanzia programmi di investimento da 1 milione a 15 milioni di euro, avviati dopo la presentazione della domanda. Il nucleo principale riguarda efficienza energetica e produzione di energia da fonti rinnovabili.

Gli interventi trainanti devono rappresentare almeno il 51 per cento del valore complessivo del programma. In pratica, il progetto deve partire dalla riduzione dei consumi o dalla produzione energetica. Il resto può integrare digitalizzazione, sistemi intelligenti, automazione, ESG e altri interventi collegati.

Tra gli investimenti più rilevanti rientrano coibentazione degli edifici, isolamento delle reti di distribuzione, sostituzione di serramenti e superfici vetrate, caldaie ad alta efficienza, pareti ventilate, riqualificazione energetica di piscine, impianti termali, aree wellness e spazi ad alto consumo.

Rientrano anche fotovoltaico, solare termico, geotermia, pompe di calore e sistemi di accumulo. Sono interventi che incidono sulla gestione ordinaria della struttura, giorno dopo giorno, camera dopo camera, stagione dopo stagione.

Digitalizzazione ed ESG dentro il progetto turistico

Green Tour consente di integrare anche interventi trainati collegati alla digitalizzazione del sistema turistico, alle filiere, ai criteri ambientali, sociali e di governance, ai sistemi di automazione e alla misurazione intelligente dei consumi.

Per una struttura ricettiva questo può tradursi in sensori per il controllo energetico, software per leggere i consumi delle camere, gestione automatizzata degli impianti, strumenti per migliorare l’occupazione nei periodi di minore domanda, dashboard ESG, procedure interne per acquisti più responsabili e sistemi di raccolta dati utili alla rendicontazione di sostenibilità.

Qui entra una distinzione importante. Un investimento energetico ben fatto riduce le bollette. Un investimento ESG ben governato aiuta anche a dimostrare il valore prodotto. La differenza la fanno i dati. Consumi prima e dopo l’intervento, emissioni evitate, politiche di gestione, fornitori coinvolti, procedure interne, formazione del personale, indicatori sociali, governance aziendale.

Senza questa parte, il rischio è avere un buon cantiere energetico e una narrazione ESG debole. Con una lettura ordinata, invece, l’azienda può usare il progetto Green Tour anche per rafforzare bilancio di sostenibilità, rating ESG, rapporti con banche, gare, filiere e mercato corporate.

Servizi di consulenza ammessi

La misura prevede anche servizi di consulenza. Le PMI possono inserire consulenze collegate al piano di investimento. Le imprese di qualunque dimensione possono accedere a servizi specialistici in materia ambientale ed energetica.

Questo passaggio pesa più di quanto sembri. Una diagnosi superficiale porta spesso a interventi scollegati dai consumi reali. Una consulenza specialistica ESG ed energetica aiuta invece a leggere struttura, impianti, stagionalità, dati, costi, priorità e impatto atteso.

Per un hotel, ad esempio, la scelta tra fotovoltaico, pompe di calore, accumulo e sistemi di monitoraggio richiede numeri. Ore di funzionamento, profili di consumo, camere occupate, aree comuni, piscine, cucina, lavanderia, spa, climatizzazione, picchi estivi. Senza questi dati, il progetto rischia di sembrare buono sulla carta e debole in gestione.

Domanda su Invitalia e tempi da rispettare

Le domande Green Tour possono essere presentate online sulla piattaforma Invitalia dalle ore 12.00 del 15 luglio 2026 fino alle ore 17.00 del 15 settembre 2026.

Il rappresentante legale deve accedere con SPID, CNS o CIE, censire l’impresa, caricare la documentazione richiesta e firmare digitalmente la domanda. Serve una PEC attiva registrata nel Registro delle imprese.

Gli investimenti ammessi devono chiudersi entro 18 mesi dalla concessione delle agevolazioni e comunque entro il 30 settembre 2028.

La procedura è valutativa a graduatoria. Le domande vengono ordinate in base ai punteggi previsti dall’avviso e poi sottoposte a istruttoria. La valutazione guarda affidabilità tecnica, economica e finanziaria dell’impresa, sostenibilità finanziaria del piano, cantierabilità, pertinenza delle spese e coerenza generale del programma.

Il ruolo di ESG Italia per le aziende turistiche

ESG Italia affianca le aziende nella transizione ESG, nella lettura degli impatti ambientali, sociali e di governance e nella costruzione di percorsi coerenti con il mercato. La finanza agevolata resta un ambito specialistico separato. Il lavoro di ESG Italia riguarda la parte di consulenza ESG, impostazione del percorso di sostenibilità, analisi dei dati, supporto tramite ESG Advisor e Innovation Manager, preparazione dell’azienda a rendicontazione, questionari, supply chain e richieste di clienti o partner.

Per le aziende turistiche interessate a Green Tour, questo supporto può servire a mettere ordine prima della domanda. Capire quali interventi hanno senso, quali dati ESG raccogliere, come collegare energia e sostenibilità, come rendere leggibile il progetto anche dopo il cantiere.

Un albergo che installa un impianto fotovoltaico compie un investimento utile. Un albergo che collega quell’intervento a consumi misurati, governance interna, fornitori selezionati, indicatori ESG e comunicazione corretta costruisce un vantaggio più solido.

Green Tour come occasione per cambiare il modo di gestire la struttura

Green Tour va letto come una misura per aziende turistiche che hanno già voglia di intervenire sul serio. Il fondo premia piani maturi, cantieri credibili, spese coerenti e una visione chiara del rapporto tra energia, digitale ed ESG.

Il turismo sostenibile passa spesso da scelte poco scenografiche. Un edificio isolato meglio. Una pompa di calore dimensionata sui consumi reali. Un sistema che spegne sprechi invisibili. Una lavanderia gestita con dati più precisi. Una piscina termale riqualificata dal punto di vista energetico. Un cruscotto ESG che trasforma interventi tecnici in informazioni utili per banche, clienti, fornitori e territorio.

Le aziende che aspettano settembre rischiano di arrivare alla finestra Invitalia con documenti incompleti e idee ancora grezze. Chi parte prima può verificare requisiti, numeri, priorità, sostenibilità finanziaria e coerenza ESG del progetto.

Contatta ESG Italia per una prima consulenza gratuita

Le aziende turistiche che vogliono capire come impostare un percorso ESG collegato a efficienza energetica, digitalizzazione, rendicontazione di sostenibilità e preparazione al mercato possono contattare lo staff specialistico di ESG Italia.

La prima consulenza è gratuita e serve a leggere il punto di partenza dell’azienda, individuare le aree ESG più rilevanti e capire come trasformare un investimento tecnico in un percorso di sostenibilità più chiaro, misurabile e spendibile.

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