Dopo alcuni mesi di revisione degli standard, EFRAG ha pubblicato il 28 agosto 2026 la nuova Draft List of ESRS Datapoints, un file Excel che raccoglie i dati richiesti dagli ESRS rivisti e permette alle imprese di capire con maggiore precisione quali informazioni ESG preparare, organizzare e collegare alla dichiarazione di sostenibilità. La revisione modifica il modo in cui i dati ambientali, sociali e di governance vengono raccolti e utilizzati. Meno informazioni richieste, maggiore attenzione alla materialità, dati più strutturati e una progressiva preparazione al reporting digitale. In pratica, il reporting ESG dovrebbe diventare più selettivo e questo richiede una maggiore capacità aziendale di capire quali dati contano davvero.
Cosa sono i datapoint ESRS
ESRS significa European Sustainability Reporting Standards, gli standard europei utilizzati per la rendicontazione di sostenibilità prevista dalla CSRD, la Corporate Sustainability Reporting Directive. I datapoint rappresentano le singole informazioni che un’impresa può essere chiamata a comunicare attraverso questi standard. Un datapoint può riguardare, per esempio, le emissioni di gas serra, i consumi energetici, l’utilizzo delle risorse idriche, le politiche sul personale, gli infortuni sul lavoro oppure alcuni aspetti della governance aziendale. Dietro ogni numero esiste quindi un pezzo della performance ESG dell’organizzazione. La lettera E di ESG riguarda gli aspetti ambientali, dalla gestione dell’energia alle emissioni fino alla biodiversità. La S riguarda persone, lavoratori, comunità, clienti e diritti umani. La G riguarda governance, comportamenti aziendali, controlli e processi decisionali. La lista dei datapoint serve proprio a trasformare questi temi in informazioni organizzate e utilizzabili.
Una lista pensata per gli ESRS semplificati
La Commissione Europea ha adottato il 3 luglio 2026 una nuova versione degli ESRS con l’obiettivo di alleggerire gli obblighi di rendicontazione e rendere gli standard più leggibili. Secondo la Commissione, la revisione riduce di oltre il 60 per cento i datapoint obbligatori e di oltre il 70 per cento il numero complessivo dei datapoint. Le modifiche potrebbero portare a una riduzione superiore al 30 per cento dei costi di reporting per singola impresa. Si tratta di un cambiamento rilevante per chi lavora ogni giorno sui dati ESG. La quantità di informazioni diminuisce, mentre cresce il peso della qualità del dato. Un’impresa dovrà essere capace di dimostrare da dove arriva un indicatore, chi lo ha prodotto, quale metodologia è stata utilizzata e come quel valore si collega agli impatti, ai rischi e alle caratteristiche dell’attività. La semplificazione degli ESRS sposta quindi una parte del lavoro dalla compilazione alla gestione del dato ESG.
Il nuovo Excel EFRAG diventa una mappa del reporting ESG
La Draft List 2026 mantiene l’impostazione della precedente lista IG 3 pubblicata nel 2024, introducendo diverse modifiche orientate all’utilizzo quotidiano. Una delle novità riguarda la classificazione dei datapoint attraverso differenti tipologie di dato. Per chi costruisce sistemi informativi ESG significa poter distinguere più facilmente informazioni quantitative, qualitative e altre categorie previste dagli standard. Nel file sono stati inseriti anche collegamenti diretti agli ESRS interattivi disponibili nell’EFRAG Knowledge Hub. L’impresa può quindi partire dal singolo datapoint e risalire più rapidamente al requisito dello standard che lo genera. Esiste inoltre una versione dedicata alla mappatura storica, che collega i nuovi datapoint ai paragrafi degli ESRS 2023 e alla precedente lista IG 3 del 2024. Per le aziende che avevano già costruito database, procedure, matrici ESG o sistemi di raccolta basati sulla precedente versione degli standard, questa funzione può essere particolarmente utile perché permette di capire quali informazioni restano, quali cambiano e quali possono uscire dal perimetro del nuovo reporting.
Attenzione allo status della lista 2026
Un dettaglio merita attenzione. La lista pubblicata da EFRAG è attualmente una Draft List, quindi una versione in bozza. EFRAG la definisce materiale di supporto sviluppato dal proprio Segretariato e privo di natura autoritativa. La versione definitiva è prevista entro la fine del 2026, dopo l’analisi delle osservazioni ricevute. Anche gli ESRS rivisti richiedono una precisazione. La Commissione Europea li ha adottati tramite atto delegato il 3 luglio 2026, mentre la loro efficacia giuridica arriverà dopo la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea, al termine del relativo iter. Gli standard rivisti saranno applicabili agli esercizi che iniziano dal primo gennaio 2027, con possibilità di adozione anticipata per gli esercizi 2026 secondo le condizioni previste. Questa distinzione aiuta le imprese a pianificare il lavoro ESG evitando di trattare una risorsa tecnica in bozza come un documento già definitivo.
Le date da tenere presenti
| Passaggio | Data |
|---|---|
| Adozione degli ESRS rivisti da parte della Commissione Europea | 3 luglio 2026 |
| Pubblicazione della Draft List dei datapoint EFRAG | 28 agosto 2026 |
| Termine per segnalare eventuali fatal flaws | 23 ottobre 2026 |
| Pubblicazione prevista della lista definitiva | Entro fine 2026 |
| Applicazione ordinaria degli ESRS rivisti | Esercizi dal primo gennaio 2027 |
EFRAG ha aperto fino al 23 ottobre 2026 una verifica pubblica dedicata ai cosiddetti fatal flaws, cioè errori tecnici rilevanti nella metodologia o nella costruzione della lista. Per chi segue direttamente il reporting ESG aziendale questa finestra rappresenta anche un’occasione per studiare il nuovo impianto prima della pubblicazione definitiva.
Il reporting ESG diventa digitale
Accanto alla lista dei datapoint EFRAG sta lavorando alla nuova tassonomia XBRL. XBRL significa eXtensible Business Reporting Language ed è un linguaggio utilizzato per rendere le informazioni finanziarie e aziendali leggibili e processabili digitalmente. Applicato agli ESG significa passare progressivamente da documenti composti soprattutto da testo e tabelle a informazioni strutturate che software, piattaforme, autorità e sistemi di analisi potranno identificare con maggiore facilità. La Draft XBRL Taxonomy degli ESRS è stata sviluppata in parallelo alla nuova lista dei datapoint e sarà pubblicata separatamente per una consultazione pubblica. Questo passaggio merita attenzione già oggi. Un dato ESG conservato in un foglio isolato, prodotto manualmente una volta l’anno e difficile da ricostruire potrebbe diventare sempre meno adatto al nuovo modello di reporting. Serviranno dati con proprietari chiari, fonti identificabili, procedure definite e sistemi capaci di conservarne la tracciabilità.
Perché prepararsi adesso può fare la differenza
La riduzione del numero dei datapoint potrebbe far pensare a un lavoro ESG più semplice. La realtà aziendale suggerisce una lettura diversa. Il vero vantaggio arriva quando l’impresa utilizza la semplificazione per riprogettare il proprio sistema informativo ESG. Pensiamo a un’azienda manifatturiera che raccoglie consumi energetici attraverso diverse fatture, dati sulle emissioni attraverso consulenti esterni, informazioni sul personale attraverso l’ufficio HR e dati della catena di fornitura attraverso file Excel gestiti dagli acquisti. Il problema spesso riguarda proprio la frammentazione. La nuova lista dei datapoint può essere utilizzata come base per verificare dove si trova ogni informazione, chi ne è responsabile, con quale frequenza viene aggiornata e quali controlli vengono effettuati. A quel punto il reporting ESG smette di essere un’attività concentrata negli ultimi mesi dell’anno e diventa parte dei processi gestionali. Meno indicatori possono significare più tempo dedicato a quelli realmente materiali. Dati migliori possono aiutare direzione aziendale, banche e investitori a leggere con maggiore precisione l’esposizione climatica, l’utilizzo delle risorse, le condizioni della forza lavoro e la qualità della governance. La rendicontazione ESG acquista valore quando permette di prendere decisioni.
ESG Italia può aiutare le imprese a prepararsi
La revisione degli ESRS offre alle aziende il momento giusto per verificare il proprio sistema di raccolta dei dati ESG, aggiornare l’analisi di doppia materialità, individuare le informazioni realmente rilevanti e preparare processi coerenti con il futuro reporting digitale. Lo staff specialistico di ESG Italia Società Benefit supporta imprese e organizzazioni nella costruzione del percorso ESG, dalla doppia materialità alla raccolta dei datapoint fino alla redazione della rendicontazione di sostenibilità. Contatta ESG Italia Società Benefit per richiedere una prima consulenza gratuita e valutare come adeguare la tua organizzazione ai nuovi ESRS.
