Tracciabilità e sostenibilità stanno diventando esigenze sempre più diffuse, anche in un’ottica di economia circolare. Lo richiedono i consumatori e quindi il mercato. La Commissione Europea è stato il primo organo internazionale ad attivarsi per l’adozione di uno strumento normativo molto stringente: secondo il regolamento ESPR (Ecodesign for Sustainable Product Regulation), entrato in vigore il 18 luglio 2024, verrà introdotto, in varie fasi, il Digital Product Passport (DPP): si partirà nel gennaio 2027. Nel corso del 2026 verranno stabiliti e diffusi gli atti delegati che definiranno lo strumento per poi arrivare, a luglio dello stesso anno, al lancio del registro dei passaporti digitali, ovvero la piattaforma ufficiale della Commissione su cui saranno caricati tutti i documenti.

Cos’è il Passaporto Digitale di Prodotto
Il Passaporto Digitale di Prodotto sarà un elemento essenziale per il settore manifatturiero europeo per diversi aspetti. In primis, il consumatore finale, analogamente a quanto avviene oggi nel settore agroalimentare, potrà monitorare integralmente la filiera (al netto dei regolamenti imposti dagli atti delegati): se per l’alimentare, ad esempio, sulla passata di pomodoro oggi si scrive “confezionata nello stabilimento di…”, anche in altri settori, come ad esempio l’abbigliamento, ci saranno indicazioni più precise e approfondite rispetto a quelle attuali, che si limitano al generico “Made in..”, alla composizione e al lavaggio. Inoltre, per tutte quelle produzioni interne al panorama europeo e, nella maggior parte dei casi, sottoposte a norme più rigide, il DPP sarà una leva di marketing: valorizzerà le filiere, tanto dal punto di vista del prodotto finale che del processo per realizzarlo, più virtuose.
ESG e Passaporto Digitale di Prodotto
Pertanto, il Passaporto Digitale di Prodotto rientra a pieno titolo negli obiettivi ESG perché favorisce trasparenza, sostenibilità ambientale, responsabilità sociale e governance più solida:
Enviromental
- aumentare la trasparenza sull’impatto ambientale dei prodotti;
- facilitare riparazione, riuso e riciclo → riduzione dei rifiuti;
- fornire dati su materiali, composizione, impronta carbonica;
- promuovere economie circolari.
Social
- condizioni di lavoro lungo la catena del valore;
- tracciabilità dei materiali (es. minerali critici, approvvigionamento responsabile);
- sicurezza del consumatore (indicazioni d’uso, manutenzione, rischi).
Governance
- richiede processi strutturati di raccolta dati,
- aumenta la trasparenza verso stakeholder e autorità,
- migliora la conformità normativa
Il Passaporto Digitale per il settore della moda
Volendo approfondire, si pensi al settore del fashion. Il Digital Product Passport conterrà informazioni come: origine della fibra, composizione, processi chimici relativi (es. tintura), tecniche adottate nella produzione, attori coinvolti, riciclabilità, durabilità e altri dettagli su cui a oggi, gli stessi consumatori per quanto attenti, non vengono informati.
I settori a cui si rivolgerà il Passaporto Digitale di Prodotto sono:
- Tessili e calzature, mobili, pneumatici, materassi, detersivi/detergenti, vernici e lacche, lubrificanti, cosmetici, giocattoli, attrezzature da pesca, prodotti assorbenti per l’igiene.
- ferro e acciaio, prodotti chimici di base, prodotti metallici non ferrosi e non in alluminio, alluminio, plastica e polimeri, pasta di legno e carta, vetro.
Apulianize, una startup innovativa pugliese attiva nel settore tessile, si propone di offrire, in collaborazione con ESG Italia, una soluzione originale per rispondere alle nuove esigenze richieste dalla normativa ESPR. Da un lato, il DPP conforme alla legge che verrà aggiornato con l’adozione degli atti delegati, dall’altro, una vera e propria vetrina per le manifatture pugliesi (nello specifico maglifici, calzifici e tessiture) per i brand e le aziende interessate a investire sul territorio e, infine, la consulenza su filati riciclati o, più in generale, sostenibili (sia fibre naturali sia fibre artificiali).
Già nel corso del 2025 Apulianize ha organizzato, in collaborazione con Università di Bari e con il patrocinio della Regione Puglia, due edizioni del “Green Carpet della maglieria pugliese”. Eventi che hanno proposto approfondimenti giuridici e tecnici da parte di specialisti sul Digital Product Passport, hanno offerto visibilità ad aziende della regione rispetto ad una platea di addetti ai lavori e consumatori e hanno provato a disegnare le prospettive future del settore tessile pugliese.
Vuoi prepararti al DPP e trasformarlo in un vantaggio competitivo?
La transizione richiesta dalla normativa ESPR non è solo un adempimento: è un’opportunità per innovare processi, valorizzare la filiera e rafforzare la reputazione aziendale.
Per supportarti in questo percorso, Apulianize ed ESG Italia offrono consulenza specializzata su sostenibilità, raccolta dati, tracciabilità, conformità normativa e implementazione del Passaporto Digitale di Prodotto.
Se vuoi capire come adeguare la tua azienda, se desideri integrare criteri ESG in modo efficace o se vuoi trasformare il DPP in un elemento di valore per i tuoi clienti.