L’iperammortamento può diventare molto più di una “voce fiscale”: per le imprese che integrano innovazione, digitalizzazione e obiettivi ESG, la maxi-deduzione è una leva concreta per rendere sostenibili investimenti che migliorano efficienza, tracciabilità e qualità dei processi.

Attenzione però: quando si parla di “180%”, non si intende che l’azienda recupera il 180% della spesa. Si parla di maggiorazione del costo fiscalmente deducibile (quindi il beneficio reale dipende da imponibile e aliquote).

Iperammortamento 2026–2028: cos’è (in parole semplici)

L’iperammortamento è un meccanismo che consente di aumentare fiscalmente il costo di acquisizione di determinati beni strumentali, così da generare quote deducibili più alte nel tempo. Nel quadro della Legge di Bilancio 2026 è previsto un regime dedicato agli investimenti in beni strumentali funzionali alla trasformazione tecnologica e/o digitale delle imprese.

Gli investimenti agevolabili sono quelli effettuati dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028.


Quanto vale davvero: maggiorazione fino al 180% (scaglioni)

La Legge di Bilancio 2026 prevede tre fasce di maggiorazione del costo:

  • +180% per investimenti fino a 2,5 milioni di euro
  • +100% per la quota tra 2,5 e 10 milioni di euro
  • +50% per la quota tra 10 e 20 milioni di euro

Chi può usarlo (e condizioni “di base” da non dimenticare)

Il beneficio spetta ai soggetti titolari di reddito d’impresa che effettuano investimenti destinati a strutture produttive in Italia; inoltre, sono previste esclusioni (es. imprese senza continuità aziendale o con sanzioni interdittive ex Dlgs 231/2001) e si richiede il rispetto di sicurezza sul lavoro e obblighi contributivi.

Iperammortamento vs credito d’imposta: perché è importante chiarirlo (Transizione 4.0)

Molte aziende cercano “iperammortamento” ma, operativamente, finiscono sul credito d’imposta per investimenti in beni strumentali (Transizione 4.0), che è un’altra misura con logiche e aliquote differenti.

Per esempio, il credito d’imposta:

  • è utilizzabile in compensazione (F24) in tre quote annuali di pari importo (salvo eccezioni)
  • per i beni “4.0” matura dall’anno dell’avvenuta interconnessione al sistema aziendale

ESG e tecnologie digitali: come l’incentivo può supportare KPI e reporting

L’iperammortamento non nasce “ESG”, ma può abilitare investimenti che migliorano indicatori ambientali, sociali e di governance, ad esempio:

  • monitoraggio consumi e performance (dati più affidabili per KPI)
  • riduzione scarti e rilavorazioni (efficienza e waste reduction)
  • tracciabilità e auditabilità dei processi (governance e compliance)
  • manutenzione predittiva (riduzione fermi e migliore pianificazione)

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L’iperammortamento può essere una leva strategica quando è parte di un piano industriale: non solo “agevolare una spesa”, ma abilitare tecnologie che rendono l’impresa più efficiente, misurabile e competitiva con ricadute dirette anche su dati e performance ESG.

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